Lasciata Leon, in meno di 1 ora siamo arrivati a Guanajato. Questa citta’ e’ considerata patrimonio de la humanidad, e a ricordartelo appena entri c’e’ un’enorme scritta dorata su un muro. E i motivi sono molteplici: dalla bellezza architetturale, che la vede costruita sui colli con case coloratissime immerse nel verde, e con strade principali scavate nel cuore degli stessi colli, al valore storico di questa citta’, cuore della dichiarazione di indipendenza di 199 anni fa. Trovare un parcheggio ovviamente e’ missione impossibile, e non scherzo se dico che abbiamo fatto il giro di queste vie sotterranee per 10 volte, alla recerca di un parcheggio e un hotel per ospitarci. Soprattutto oggi, che molti, anche turisti, sono venuti qui per festeggiare il 15 settembre, giorno dell’indipendenza mexicana. Il paese tutto e’ in festa, con addobbi recitanti la scritta ¡viva Mexico! e con il tricolore riprodotto da palloncini, festoni, luci. Era il 15 settembre del 1810. Da Dolores Hidalgo, un paesino vicino Guanajato, un gruppo di rivoluzionari nativi, capitanati da Miguel Hidalgo, parti’ armato di pale e forconi contro la dominazione spagnola, suonando la campana al grido di ¡viva Mexico!. Iniziò con successo la conquista della città, e l’inizio dell’indipendenza dello stato. In ricordo di quell’evento, la notte del 15, alle ore 11, si rinnova il grido di indipendenza, con tanto di rintocco di campana e folla di messicani in delirio completo, manco avessero vinto i mondiali. E’ una festa sentita molto, al punto da essere vissuta in collegamento anche con le comunita’ messicane in tutto il mondo (tra cui anche l’Italia). E cosi’ alle 11, dopo aver finalmente trovato un albergo e lasciato le nostre cose, siamo usciti. La fortuna ha voluto che ci trovassimo a 200mt dalla piazza principale (e non lo sapevamo) che era gremita di gente. Dopo alcuni istanti parte il grido a gran voce, che i presenti ripetono all’unisono, seguito dalll’inno nazionale, cantato a squarciagola...
Poi i fuochi artificiali riempiono il cielo, con sottofondo musicale messicaneggiante. Dopo i fuochi, la gente si riversa dalla piazza alle strade, nelle quali cercare un locale dove continuare la festa a ritmo di musica e bevendo cerveza. Noi troviamo un localino in zona, e penso sinceramente di aver avuto molta fortuna. Non solo musica tipica per festeggiare, ma anche, nell’ordine, una lotta di galli con un ring montato al volo per l’occasione (qui e’ una sorta di sport nazionale e c’e’ gente che da giu di testa per queste lotte), poi un incantevole giro di danze tipiche interpretato da Charro e Mujer in costume.
In una notte mi sono ritrovato immerso in tutta la cultura e la storia di questo paese. E, anche se italiano, non posso esimermi oggi dal gridare insieme a tutti loro ¡viva Mexico! In fin dei conti, questa e’ davvero una splendida terra...
mercoledì 16 settembre 2009
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