mercoledì 16 settembre 2009

ONOREFICENZE

Il 15, giorno conclusivo, il congresso e’ durato un po’ meno. Al mattino si parla di malformazioni anorettali, con Peña grande assente, e continua la disamina dei casi clinici o degli studi. Anche Alejandro presenta il suo, sulle cisti del coledoco e il trattamento chirurgico con ansa ileale libera invece che con ansa alla Roux. Pausa caffe’ e si conclude con le onoreficenze. Un chirurgo, considerato il pioniere della laparoscopia in messico, dopo tanti anni di servizio e’ pronto a dare il suo ultimo saluto all’associazione di chirurghi e al suo amato lavoro. Mostra le foto della famiglia, racconta di questi anni (il tutto rigorosamente in spagnolo, e stranamente compreso dal sottoscritto, a volte piu’ fácilmente che l’inglese…), dice belle parole su quel che pensa riguardo al futuro, all’importanza della chirurgia in messico nel trattamento dei trapianti renali, dove ancora bisogna lavorare. Parla della laparoscopia, e spinge affinche’ diventi tecnica utilizzata da molti (cosa che attualmente non e’, anzi, molti qui non sanno nemmeno cosa sia un’ottica). Spiega l’importanza della Golden hour nella chirurgia pediatrica d’urgenza. Saluta, con grande commozione, i giovani presenti, invitandoli a progredire e a seguire la tecnologia, per regalare ai pazienti futuri le migliori cure possibile. E’ emozionante sentirlo parlare, e un po’ mi ricorda in Piccolo cio’ che presto dovro’ fare io, salutare per l’ultima volta un’associazione che mi ha dato tanto, per la quale ho lavorato tanto, e nel farlo spero di poter lasciare alle nuove generazioni la voglia e la passione che ci ho messo nel perseguire un ideale in questi 6 anni, che mi ha portato a fare esperienze meravigliose, a conoscere gente in tutto il mondo, e anche ad essere qui, oggi, a scrivere queste parole. A questo chirurgo vanno le onoreficenze per una vita intera, a molti giovani quelle di aver realizzato studi interessanti. C’e’ giusto il tempo per i saluti di rito e la chiusura dei lavori, il recupero di un pass e una maglietta da tenere per ricordo, la disparata (e infructuosa) ricerca di un Internet point e una comida a base di carne in un ristorante di Leon che e’ una sorta di museo del torero, dove i tavoli solo lapidi di toreri morti, le cui giacche adornano le pareti del posto, e nel cui soffitto sono appese teste di toro imbalsamate. Salutiamo Hermes, Alejandro e la sua novia, il primario del Niño Pueblano, e con Rafael e Manuel lasciamo Leon. Ci sara’ la cena di chiusura questa sera, ma noi abbiamo altri programmi: si va a Guanajato, per la festa del 15.

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