Ho potuto contemplare queste bellezze nel silenzio, mangiando il cocktail di frutta comprato in centro prima di partire, con Manuel che guidava senza parlare molto e Rafael, ancora (credo) mezzo stordito dalla cionca di lunedi sera, a dormire sul sedile posteriore. Qualche chiacchiera ogni tanto con Manuel: sulla mia famiglia, sulla mia novia, sulla clown therapy e sul sism, su Gornja Bistra…qui a Puebla c’e’ un posto simile, proprio dietro all’ospedale del Niño Pueblano. Chissa’, magari riesco a farci un salto, i palloncini li ho portati…Quasi come una presa in giro, avvicinandoci a Puebla il cielo ha iniziato a scurirsi, e in men che non si dica la pioggia (sempre lei, solo lei) ha bagnato la Strada, la macchina, e intristito nuovamente il mio umore, dopo 3 giorni a dir poco splendidi. L’arrivo in casa, nella pressoche’ totale indifferenza di Andre e Cesar, sempre intenti a chattare al Pc o giocare alla xbox (gli altri non erano in casa), mi ha ricordato che, se non trovo il modo di realizzare la fuga verso Citta’ del Messico, la próssima settimana potrebbe diventare decisamente lunga… “Posso prendere il portatile cosi scrivo a casa che sto bene? Non avendo avuto Internet non ho potuto sentire nessuno questi giorni…”. “Ehm, il portatile non c’e’, l’ho prestato ad una amica…”. Meno male che ti serviva e che non mel’hai prestato per andare al congresso (special thanks al mac book di Manuel). Ho come l’idea di sentirmi un po’ ospite poco gradito, non so…fortuna che passero’ la maggior parte del tempo fuori casa, e se tutto va come spero, qui dovro’ passarci solo altri 3 giorni…bentornato eh!!!
mercoledì 16 settembre 2009
BENTORNATO (¿) A PUEBLA
Ed eccoci qui, nuovamente in Puebla, nuovamente a casa. Lasciata Guanajato con un po’ di tristezza per non averne potuto godere piu’ a Lungo, abbiamo viaggiato molto bene, complice la siesta obbligata di molti messicani dopo la fiesta nazionale di ieri e lo splendido sole nell’azzurro cielo, interrotto solo da alcuni candidi fiocchi di cotone nuboso che sembravano li pronti a farsi prendere. Il paesaggio oggi era decisamente piu’ bello di quello dell’andata, e sotto il sole splendente i colori di questa terra risplendevano ancor di piu’: quasi a volerne orgogliosamente rappresentare la bandiera, distese di verde brillante si intervallavano a campi Bianchi appena arati e campi di fragole rossi pronte da coltivare. Qua e la’, sui colli e sui monti delle 2 sierre che da lontano proteggevano la via del ritorno, distese di fichi d’india, stranamente abarbicate sui rami degli alberi invece che su terreni rocciosi, con frutti coloratissimi e da far venire l’acquolina in bocca. Alternati ad essi, palme e piante grasse, con il mitico cactus mascotte di questa terra a fare capolino qua e la. Nelle vicinanze di Citta’ del Messico, fiori rosa brillante coloravano le distese erbose.

Ho potuto contemplare queste bellezze nel silenzio, mangiando il cocktail di frutta comprato in centro prima di partire, con Manuel che guidava senza parlare molto e Rafael, ancora (credo) mezzo stordito dalla cionca di lunedi sera, a dormire sul sedile posteriore. Qualche chiacchiera ogni tanto con Manuel: sulla mia famiglia, sulla mia novia, sulla clown therapy e sul sism, su Gornja Bistra…qui a Puebla c’e’ un posto simile, proprio dietro all’ospedale del Niño Pueblano. Chissa’, magari riesco a farci un salto, i palloncini li ho portati…Quasi come una presa in giro, avvicinandoci a Puebla il cielo ha iniziato a scurirsi, e in men che non si dica la pioggia (sempre lei, solo lei) ha bagnato la Strada, la macchina, e intristito nuovamente il mio umore, dopo 3 giorni a dir poco splendidi. L’arrivo in casa, nella pressoche’ totale indifferenza di Andre e Cesar, sempre intenti a chattare al Pc o giocare alla xbox (gli altri non erano in casa), mi ha ricordato che, se non trovo il modo di realizzare la fuga verso Citta’ del Messico, la próssima settimana potrebbe diventare decisamente lunga… “Posso prendere il portatile cosi scrivo a casa che sto bene? Non avendo avuto Internet non ho potuto sentire nessuno questi giorni…”. “Ehm, il portatile non c’e’, l’ho prestato ad una amica…”. Meno male che ti serviva e che non mel’hai prestato per andare al congresso (special thanks al mac book di Manuel). Ho come l’idea di sentirmi un po’ ospite poco gradito, non so…fortuna che passero’ la maggior parte del tempo fuori casa, e se tutto va come spero, qui dovro’ passarci solo altri 3 giorni…bentornato eh!!!
Ho potuto contemplare queste bellezze nel silenzio, mangiando il cocktail di frutta comprato in centro prima di partire, con Manuel che guidava senza parlare molto e Rafael, ancora (credo) mezzo stordito dalla cionca di lunedi sera, a dormire sul sedile posteriore. Qualche chiacchiera ogni tanto con Manuel: sulla mia famiglia, sulla mia novia, sulla clown therapy e sul sism, su Gornja Bistra…qui a Puebla c’e’ un posto simile, proprio dietro all’ospedale del Niño Pueblano. Chissa’, magari riesco a farci un salto, i palloncini li ho portati…Quasi come una presa in giro, avvicinandoci a Puebla il cielo ha iniziato a scurirsi, e in men che non si dica la pioggia (sempre lei, solo lei) ha bagnato la Strada, la macchina, e intristito nuovamente il mio umore, dopo 3 giorni a dir poco splendidi. L’arrivo in casa, nella pressoche’ totale indifferenza di Andre e Cesar, sempre intenti a chattare al Pc o giocare alla xbox (gli altri non erano in casa), mi ha ricordato che, se non trovo il modo di realizzare la fuga verso Citta’ del Messico, la próssima settimana potrebbe diventare decisamente lunga… “Posso prendere il portatile cosi scrivo a casa che sto bene? Non avendo avuto Internet non ho potuto sentire nessuno questi giorni…”. “Ehm, il portatile non c’e’, l’ho prestato ad una amica…”. Meno male che ti serviva e che non mel’hai prestato per andare al congresso (special thanks al mac book di Manuel). Ho come l’idea di sentirmi un po’ ospite poco gradito, non so…fortuna che passero’ la maggior parte del tempo fuori casa, e se tutto va come spero, qui dovro’ passarci solo altri 3 giorni…bentornato eh!!!
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