Viaggiando, convivendo, facendo molte esperienze, si possono sentire cose di ogni tipo. Quelle di oggi pero' non le avevo ancora sentite. Forse sto diventando decisamente paranoico, o forse, malgrado i miei accorti gesti per non lasciare tracce in internet, qualcuno in questa casa legge cio' che penso e che scrivo in questo blog, unica possibilita' a parte i contatti con chi mi vuol bene, per sfogare cio' che sento. Ma andiamo con ordine, perche' di cose mai sentite oggi ne ho viste diverse...a cominciare dall'ospedale: non mi ero reso conto che, a pochi passi da dove operiamo, ci sono 3 sale parto che lavorano in simultanea, e che quotidianamente sfornano dai 35 ai 40 bambini; non pensavo che qui il bisogno di assistenza in gravidanza fosse tale da portare le donne ad accettare di passare il travaglio per ore in uno stanzone comune, con la loro intimita' rivolta verso i corridoi dove i medici passeggiano, senza alcun tipo di accortezza o privacy; non avevo mai visto ostetrici far partorire le donne cosi' velocemente, dentro e fuori dalla sala, giusto il tempo di vedere la testa e tirar fuori il bimbo il prima possibile, perche' fuori c'e' un'altra che ha bisogno di spazio, provocando lacerazioni chilometriche; non avevo mai visto cosi' tante placente tutte insieme, sembra di guardare alien (anzi, a dire il vero mi e' tornata in mente la mostra di Geiger in Wien 2 anni fa...in questo posto sembra veramente presente la sua "birthgun"...). La giornata in ospedale e' stata lunga e intensa. Le pause tra un intervento e l'altro mi hanno potuto far osservare quel che ho scritto. Il povero Aguilar e' il terzo dopo il primario e il sottoscritto a beccarsi la suina. Avendo alcuni interventi da fare e sapendo gia' di non venire in ospedale domani, li ha programmati tutti per oggi. Prima abbiamo rioperato, per la terza volta (la seconda il giovedi in cui ho scoperto di avere la suina), la piccola con la perforazione intestinale, che stamattina si presentava eventrata. Revisione perfetta, speriamo che il pancino della piccina regga. Poi e' stata la volta di un piccolo con una malformazione anorettale, ano imperforato e fistola, che e' stata corretta con successo. Ci sarebbe stato anche un dotto arterioso, eppure (e questa non l'avevo mai sentita), non e' stato operato perche' mancavano le strumentiste, gli strumenti e le donne per pulire la sala operatoria...e pensare che di mezzo c'e' la vita di un bambino. E' stato preferito lasciare in programma due adulti (interventi di routine, cose che se aspetti 2 gg non succede nulla) invece che fare un intervento per correggere un problema che puo' portare un neonato all'exitus in brevissimo tempo, scatenando pure le ire (ahime' impotenti) del sempre piu' febbricitante Aguilar. Vista la tarda ora e il mio desiderio di contattare l'Italia in orari decenti, il buon Rafa mi ha lasciato vicino all'ospedale del Niño Pueblano, di strada verso casa sua. Non avevo mai immaginato che da li, con il bus, tornare a casa ci vuol meno di 15 minuti...Spero nei prossimi giorni di poter frequentare anche li, ho tutti i chirurghi del congresso che mi aspettano...
Tornato a casa pero' abbiamo toccato la top three nelle cose che non avevo sentito mai (il rifiuto di darmi le chiavi di casa stamattina, lasciatemi poi in auto da Cesar, speravo fosse solo una banale coincidenza o un sintomo da malumore mattutino): scoprire che adesso chiudono a chiave anche la porta di camera quando non ci sono e' stato il top...solo perche' settimana scorsa mi hanno cambiato i soldi e li hanno messi in camera...mi avete preso per un ladro ???. Quello che mi e' stato insegnato fin da piccolo e' rispettare l'ambiente domestico, sia il mio che soprattutto quello degli altri. Non mi sono mai permesso nemmeno di entrare in camera dei miei, presenti o meno in casa, senza il loro permesso, figurarsi se lo faccio in casa di altri. Persino in camera dei ragazzi, dove sono ospite, conosco a malapena i 4 cassetti e la parte di armadio a me riservata...Quando vado ospite in casa di altri, mi considero una persona educata, civile, responsabile. Vado in paranoia alla sola idea di lasciare un capello fuori posto. Mi fa piacere collaborare nelle faccende domestiche, rendermi utile per le piccole cose, rispettare la privacy e le abitudini altrui senza minimamente imporre le mie. Beh, strana coincidenza, dopo il mio sfogo su skype davanti all'ennesima dimostrazione di assoluta indifferenza alle mie necessita' (preparazione di comida a base di cipolla, sapendo che e' l'unica cosa che non mangio, e successivo allestimento della lavatrice senza avvertirmi), forse perche' mi hanno sentito (anche parlando a bassa voce), forse perche' hanno letto quel che ho scritto, mi hanno invitato a lavare la biancheria. Ora, fin qui nulla di strano, se non che l'invito era valido dopo che avrebbero terminato di pranzare. Dopo un probabile rimorso di coscienza sono stato chiamato per pranzare con loro. Ho trovato un piatto di riso in bianco, cucinato prima che partissi per guanajate 5 giorni fa, scaldato (qui e' abitudine tenere la roba e riscaldarla ad libitum). Non volendo fare il maleducato, mi sono messo a tavola e ho mangiato. E' stato in quel momento che e' iniziato un discorso molto strano, che mi ha mandato il riso di traverso: "Perche' io ho viaggiato molto, e per non dare fastidio mi alzavo la notte a lavare le mie cose...perche' chiediamo rispetto...se uno ha abitudini musicali, gastronomiche, gli piace dormire molto io me lo tengo per me e non lo critico se sono in casa mia...i ragazzi sono molto intelligenti...se una persona manca di rispetto e' meglio non convivere insieme...". A sentire quelle parole, che mi sembravano tutt'altro che campate in aria, mi ribolliva il sangue nelle vene. Si perche' a casa mia il rispetto lo mostrano anche e soprattutto i padroni di casa. In fin dei conti non ho chiesto io di essere ospitato, e non si e' mai sentito che un padrone di casa invita il suo ospite, con sottili esempi di vita trascorsa, a non dare fastidio (cosa che mi sembra peraltro di non aver fatto fino ad ora). Spesso nei giorni passati, quando capitava che pranzassero alle 5 del pomeriggio, mi sono seduto a tavola con loro, anche se non mangiavo. Ho lavato le loro stoviglie, con piacere come faccio anche a casa mia e in altri contesti, cosa che nemmeno i loro figli fanno.. Non ho mai alzato la voce, litigato con qualcuno, mancato di rispetto per le loro abitudini, al punto da rinunciare a uscire o fare colazione per il loro desiderio di dormire fino a mezzogiorno. Non ho storto il naso alle loro sparizioni improvvise, lasciandomi solo in casa come un cretino. Ho anche preparato loro un pranzo, per scoprire dopo 2 ore dietro ai fornelli che avremmo mangiato in 3, mentre gli altri erano a zonzo a farsi i fatti propri...Non ho preteso che mi cucinassero nulla, ne' che badassero a me. A questo punto credo che l'unico interesse nel correre alla mia positivita' per H1N1 sia stato solo il loro desiderio di non essere infettati...oggi mi sono sentito dire tutte queste belle cose, seguite poi da una rapida illustrazione su come farmi la lavatrice ("perche' noi le cose le laviamo quando capita..." - "Eh no ciccio, voi le lavate il sabato, e mi e' stato detto chiaro e tondo appena sono arrivato! E giusto perche' non volevo disturbare o mancare di rispetto che ho lasciato per 2 settimane 3/4 delle mie cose sporche in camera...". Please connect your brain, per tua sfortuna qua non stai parlando col primo fesso che passa!). Dopo questa fantastica carrellata di cose mai viste ne in cielo ne in terra, mi sono caricato tutta la roba, ho attivato la lavatrice e ho fatto il bucato. Mentre loro si stendevano i loro panni (ah, ovviamente lamentandosi del fatto che la mia lavatrice non fosse completamente piena...cavolo hanno una lavatrice da 20 kg!E cmq non e' che se lavate la mia roba con la vostra vi viene la scabbia...), caricata la lavatrice ho pure lavato i piatti, giusto perche' sono maleducato, irrispettoso e menefreghista. Qua ha iniziato a piovere, di nuovo. Loro i panni li stendono fuori, anche se piove. Non commento questa malsana abitudine, visto che il traffico qui e' maggiore che in milano, e credo che con la pioggia venga giu la qualunque...Ho fatto a modo mio: ho ritirato i panni, ben strizzati. Li ho appesi a delle grucce e li ho portati tutti in camera, e appesi nell'armadio. Si asciugheranno in 3 giorni, ma almeno non me li rimetto sporchi..."perche' la pioggia li lava e li disinfetta"... e cchista si che un l'avia sintuta mai, e voi?
giovedì 17 settembre 2009
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