venerdì 18 settembre 2009
BUENAS TARDES
Torna a splendere il sole, dopo 3 settimane in cui la pioggia ha battuto costante sul suolo di Puebla. Finalmente, dopo 3 settimane, sono riuscito a vedere qualcosa nel pomeriggio che non fosse un gioco della xbox e una sorta di zombie giocarci in modo quasi autistico, il tutto grazie a Mitch. E' un cugino (di secondo o terzo grado, ma qui sono tutti "primi", cugini appunto), e se lo vedi per la prima volta, per come ti si presenta, per come parla spigliato e si destreggia in maniera eccellente nella lingua inglese, per i suoi modi di fare decisamente MOLTO svegli, dubiteresti a credere che ha solo 14 anni, e che 15 li fa venerdi' prossimo (data importante perche' qui in messico i 15 anni sono considerati l'ingresso nella societa'...lui sostiene che diventera' finalmente uomo...e per le ragazze non si bada a spese, feste assurde con abiti costosissimi). Non ha dipendenze da xbox o playstation3, pur possedendole. Studia in una scuola privata e segue un corso di inglese, ma nel tempo libero intrattiene una vita sociale decisamente appropriata per la sua eta', oltre a suonare chitarra,basso e batteria. E' stato piacevole fare la sua conoscenza la settimana scorsa, e oggi, visto che ero a casa, mi ha chiesto di uscire per andare a fare un giro. Evento raro da queste parti, o meglio, in questa casa...Ho accettato volentieri (anche se la sua eta' lo pone attualmente piu' nella categoria "potenziali pazienti" che in quella di "compagni di merende") e ne e' uscito proprio un bel pomeriggio...prima di uscire ho raccolto i panni, stesi stamattina al sole, la cui meta' era piena di detersivo...un paio mi tocchera' rilavarli, ma credo di aspettare il mio rientro a casa...indossata una magliettina a maniche corte e occhiali da sole al posto di giacca pesante e ombrello, siamo andati ad Angelopolis, un centro commerciale molto grosso che sta di fronte all'ospedale del Niño Poblano. Mi spiega che questa e' la parte ricca della citta', la parte colonizzata dai ricchi di Citta' del Messico che, dopo il terremoto catastrofico del 1985, hanno lasciato la capitale per spostarsi e ricominciare qui, fondando una zona che via via e' diventata quella ricca della citta'. Le macchine in quest'area non mancano, e sono macchine costose (da 3 anni vendono anche le Ferrari, anche se sono davvero un'eccezione). Le case e i residence si distinguono dal resto della citta'. Entrati nel centro la sensazione era quella di trovarmi alla Rinascente del Duomo di Milano, con gente ben vestita nelle varie aree del centro commerciale, rivendita di abiti e capi firmati, un sacco di marchi italiani. I prezzi, seppure inferiori a quelli italiani, restano comunque decisamente alti per la maggior parte delle persone qui (1400$ per una maglietta firmata sono decisamente tanti...). La mia tentazione sarebbe quella di comprare molte cose che mi stuzzicano: una tuta dell'Adidas vecchio stile, nera e bianca, che inseguo da anni e che in Italia non trovo (ci sarebbe anche quella bianca e blu, per la gioia della mia dolce meta'...); la maglia della vecchia signora, che qui costa la meta'; un paio di scarpe nuove, visto che le mie sono gia' praticamente distrutte (e non c'e' clerkship che non debba tornare e comprarle nuove!); una macchina fotografica migliore della mia... Il problema, come spesso e' accaduto in questi anni, sono i soldi...comincio ad odiare il mio status, la mia impossibilita' di concedermi qualche lusso in piu' perche' mi mancano i soldi. Sono anni che mi arrangio a destra e a manca, e tutti i viaggi che ho fatto, compreso questo, li ho organizzati nei minimi dettagli, con minuzia, facendo sempre attenzione a non sforare il budget, proporzionalmente basso per un'esperienza come questa...Chissa' quando finalmente potro' godermi un po' di piu' le cose, non stare a contare i centesimi che ho in tasca (attualmente pochi pesos) per potermi concedere un'uscita in piu', un paio di pantaloni nuovi, una serata al cinema...E pensare che c'e' gente con le tasche sempre ben farcite, molte volte senza fare un tubo di niente, che si concede vizi e stravizi quotidianamente. Certo, arrivare fin qui con pochi mezzi, e doversi sudare tutto mi ha fatto apprezzare molto di piu' le mie conquiste, i miei viaggi, i miei traguardi. E, tutto sommato, non posso lamentarmi di nulla. I soldi non fanno la felicita', quella non si puo' comprare, e io la possiedo, con la F maiuscola, nonostante i pochi mezzi...Con Mitch ci siamo concessi un paio di tacos al fast food messicano, per poi passeggiare per circa 2km fino ad un altro centro/cinema multisala. Qui, affollatissimo di gente, ancora negozi, ancora acquisti, ma con cifre decisamente piu' basse e accessibili alla maggior parte delle persone. Ho trovato persino il fantastico modellino della delorean di Ritorno al Futuro, nelle sue 3 varianti a seconda del capitolo della saga. 350 pesos, davvero una stupidata...ma adesso non me la posso concedere! ARRRGHHHH!!!!! La serata si conclude con la perdita dell'ultimo bus, il Cree-Madero, che ci avrebbe riportati sulla via di casa. Ci e' venuto a prendere suo papa', per un viaggetto in macchina utile per riprendere a parlare in spagnolo, dopo un pomeriggio inglese. Un saluto e un appuntamento per domani, per un giro in centro alla ricerca di ultimi regalini da portare in Italia. Arrivo in casa giusto in tempo per trovare tutto come lo avevo lasciato, con gente in stato catatonico davanti alla consolle o al PC. E pare che di questo non me ne sia accorto solo io. Sull'autobus, mentre andavamo al centro, lo stesso Mitch mi ha riferito del commento di sua madre riguardo alla nostra uscita: "Mi raccomando, fagli vedere tu la citta', perche' se aspetta i tuoi cugini non vede un bel niente...". E io che pensavo di essere paranoico...
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