lunedì 7 settembre 2009

CHOLULA

Domenica mattina, svegliatomi alle 9:30, ho incrociato subito sulle scale Marcos che in pochi secondi mi ha trascinato con lui verso Cholula, cercando di guadagnare tempo visto che tutti gli altri dormivano. In meno di 5 minuti ero gia’ lavato e vestito, pronto ad una gita alla scoperta dei Maya. La citta’ di Cholula sta confinante con Puebla, e` decisamente molto piu piccola ed e’ li che lavorano lui e Lidia. E’ una citta’ “muy colonial” mi ricorda Marcos mentre arriviamo con il bus, che ha al suo interno piu’ di 200 chiese, praticamente una ad ogni angolo della strada. Scesi dal bus ci avviamo verso il centro, che sembra molto affollato. Appena girato l’angolo si apre avanti un mercato gigante, pieno di bancarelle di ogni tipo: capi di abbigliamento tipici messicani, borsette, cappelli, bandiere e cianfrusaglie varie, attrezzi da cucina, vasi di ceramica, gadget per i turisti, il tutto realizzato rigurosamente a mano (anche se sui gadget ho qualche dubbio sul fatto che possano essere statu prodotti in cina…). Camminando tra le bancarelle mi cade lo sguardo su quelle che vendono cibo: ci sono gelatine alimentari di ogni tipo, dolci vari, pannocchie bollite, patatín con salsa chili, frutta tagliata e servita nei bicchieri di plastica con peperoncino e limone. Piu’ avanti anche i venditori di carne, con il macellato (non so quanto fresco) buttato su tavoli improvvisati in attesa di coraggiosi acquirenti. Centinaia di insetti si posano su questi cibi, cosí come centinaia di persone affollano queste strade ammirando dalle bancarelle. Arriviamo nei cortili di un convento, affollati di gente. Ci sono famiglie molto numerose che preparano la comida con griglie improvvisate, accompagnati nei loro gesti dalla música tipica suonata da un’orchestra poco distante. Insieme all’orchestra alcuni uomini in costume, a riproporre un rituale della vita di un santo del posto.



Il convento al suo interno pare molto semplice, con pochi affreschi a colorarlo e una statua, la vergine di Guadalupe, madre di tutti i messicani, al centro di esso. Mentre Marcos mi spiega della vergine non posso non pensare a come il mondo sia strano, e a quante vergini diverse si siano riusciti ad inventare in ogni singolo scorcio di terra pur di avvicinare persone alla fede, con tanto di storie e leggende di salvezza e mistificazione. Ma di vergine non ne esiste solo una? Che poi, vergine…mah…c`è anche posto per una statua di francesco d’assisi, la sua fama e’ giunta fin qui, insieme a tutti gli emigrante che lo han portato insieme a valige di speranza anni fa. Usciamo dal convento e camminiamo nuevamente tra le bancarelle del mercato, fino ad arrivare ai piedi di una montagna. E’ una montagna speciale, perche’ sotto di essa c’e’ una piramide Maya! Girando intorno infatti si vede una parte di essa che e’ stata scoperta. La piramide e’ molto grande, ma c’e’ un problema: i simpatici spagnoli, durante la loro dominazione, non curanti di nulla hanno costrito in cima a questo monte una cattedrale abbastanza grossa, e adesso e’ impossibile scoprire la piramide, bisognerebbe abbattere la chiesa… E cosi’ per scoprire la storia bisogna limitarsi ai racconti scritti e leggendari sulle popolazioni che costruirono quella piramide.



Scalando la montagna per giungere alla cattedrale in cima, il mio respiro diventava sempre piu affannoso. Non sono ancora abituato a respirare a 2200 metri, datemi tempo e la policitemia fara’ il resto! Il panorama, da lassu’, sarebbe stato grandioso: ai piedi la citta’ di Cholula e la piu’ grande citta’ di Puebla, e alle loro spalle il Popocatapetl e la Mujer Dormida…Dico sarebbe perche’ la pioggia e le nubi ormai non ci abbandonano piu’: 2 uragani stanno intorno a noi, uno verso Acapulco, l’altro verso Veracruz (le 2 citta’ che avrei voluto visitare nei prossimi weekend…quandi si dice la fortuna eh???). La sierra madre protegge Puebla dai tornado, qui al massimo piove, come appunto sta avvenendo ogni giorno, e se non piove e’ molto nuvoloso, impedendo ai miei occhi di godere delle meraviglie di questi posti. Marcos mi regala una cartolina: e’ una foto durante una bella giornata della cattedrale, con alle spalle il vulcano che fuma. Decisamente suggestivo, speriamo che le nuvole facciano spazio al cielo azzurro, per poter scoprire anche questi panorami, oltre alla storia di queste citta’…

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