lunedì 21 settembre 2009
AUTUMN LEAVES (SCRUBS EDITION)
Oggi e' il primo giorno di autunno, il mio ventiseiesimo autunno. Passano in fretta le stagioni, e anche quest'anno e' arrivato il momento in cui il rosso, il giallo e il marrone, colori delle foglie che muoiono e cadono, prendono il posto del verde e dell'azzurro, tipicamente estivi. Non che qui a Puebla lo sbalzo sia particolarmente evidente, visto che sono 3 settimane che vivo in un clima decisamente autunnale. Pero' stamattina, viaggiando sull'autobus, mi e' venuto in mente di essere alla mia 26ma stagione autunnale guardando quel bimbetto, di 5 anni, che viaggiava solo soletto sul bus, con lo zaino in spalla, una bottiglina con dentro probabilmente un succo di frutta, e due occhioni curiosi che guardavano fuori dal finestrino. Mi ricorda un po' me, quando da piccolo, facevo con la mia testa riccioluta il percorso casa-scuola solo soletto, spulciando a destra e a manca alla ricerca di cose curiose da carpire. La parte piu' pericolosa del mio viaggio era l'attraversamento di via confalonieri, per fortuna munito di semaforo, e sempre fatto in compagnia di altre mamme e altri bimbi, giusto per non sentirsi troppo soli. "Ne passeranno di autunni anche per te piccoletto" pensavo mentre mi guardava, sorridendogli e suscitando dapprima la sua timidezza, poi la sua curiosita'. Arrivato in ospedale,complice la digressione mentale stile JD, o forse l'ambiente del reparto, spiccicato a quello del telefilm, mi sono sentito dentro ad una puntata di scrubs. C'erano i medici gia' vestiti sul bus, pronti per il reparto. Non so perche' lo fanno in Scrubs, qui lo fanno perche' non hanno un armadietto, ne' un posto dove cambiarmi. Anche io, gia' vestito col camice sotto la giacca (tanto, fare l'igienista in mezzo al 99% di medici che si comporta cosi' mi rende solo ridicolo...se non altro ho messo la giacca sopra il camice!), mi sentivo un po' JD. Soprattutto a viaggiare per l'ospedale con lo zainetto in spalla, contenente il mio vestiario chirurgico. Il lavapavimenti con uno sguardo poco simpatico mi ha aiutato ad immedesimarmi ancor di piu' nella scena, e me lo immaginavo gia' farmi qualche dispetto e ridere delle mie disgrazie (per l'occasione, crampi addominali continui...forse e' lui che ha fatto sparire la carta igienica in tutti i bagni!!!). Lungo il corridoio, medici di tutti i tipi, con camici variegati, a far tutto fuorche' lavorare: uno che beve una coca, l'altro che mangia un panino, altri 2 che ridono e scherzano, uno che si legge il giornale, c'e' pure quella vestita da chirurgo con i tacchi! Ci manca solo il Tod con le mutandone infarcite... A completare il quadro scrubs di questa giornata primaverile piu' che autunnale (a dispetto del 21 settembre infatti stamattina ho potuto anche prendermi il lusso di usare gli occhiali da sole!), il capannello di infermiere e studenti davanti alla scrivania in centro al corridoio, qualcuno con il suo bicchierozzo di caffe', altri tenendo in mano quelle cartelle metalliche contenenti tutta la documentazione clinica. Ho pensato nella mia testa che ci mancava solo un bel ballo di gruppo: detto, fatto! Nella sala degli intermedi le infemriere stavano cantando una canzoncina ad una collega, invitandola a fare il bagnetto ad un piccolino!!!Non so se la stessero prendendo in giro, ma ci mancava solo che si mettessero in fila e preparassero una coreografia. A completare il buffo ospedale stile scrubs, la visione questa mattina del magnifico direttore: un ometto basso, coi baffetti e la chierica alla zidane di capelli bianchi, occhialoni quadrati e sembianze tutt'altro che messicane. A seguirlo una donna un po' trasandata e tutta trafelata. Mi ricorda quel poveraccio di Ted. Magari nel pomeriggio si intrattiene con le altre in un folkloristico gruppo di canto a cappella! Riportata la testa nel mondo reale mi sono concentrato sulla chirurgia del giorno, oggi decisamente interessante: atresia duodenale per iniziare. Era la prima volta che ne vedevo una, e avere la fortuna di vederla da cosi' vicino (primo assistente) non e' cosa che capita tutti i giorni. Eppure la sfortuna (o forse i dispetti dell'inserviente?) mi hanno costretto, a 3/4 dell'opera, a lasciare il campo operatorio: dolori colici e gastrici fortissimi, al punto da iniziare a sudare freddo e diventare pallido. Ci ho messo 40 minuti a riprendermi da quei maledettissimi crampi ("i'm not superman..."), e fortuna che non ho avuto bisogno del bagno, altrimenti l'omino delle pulizie si sarebbe fatto si delle grandi risate per l'assenza di carta igienica! Recuperato un colore di una gradazione un po' piu' vivace del bianco cadavere sono tornato in pista, pronto per l'intervento di chiusura del dotto arterioso. Ed e' stato allora che e' arrivato il mio grande momento: dopo aver condotto l'intervento da manuale, al momento di chiudere il torace della piccola (la stessa che non era stata operata venerdi') mi ha guardato: "Bambi vuoi fare una continua intradermica?". Penso di aver avuto gli occhi a cuore in quel momento, cuore ancor piu' grande quando lo stesso Aguilar mi ha lasciato i ferri in mano e, congedandosi, mi ha dato appuntamento al piano di sopra. Mi sono immaginato le infermiere in festa, con tanto di coriandoli e fuochi artificiali. Ogni singolo punto dato a quella ferita pensavo a quanti autunni ho sognato prima di arrivare ad un momento del genere (vissuto solo per interventi su adulti, mai su un neonato), e a quanto avrei dovuto far bene perche' quella piccola ferita potesse scomparire anno dopo anno, senza lasciare traccia sul corpo della piccola, cosi come le foglie che cadono dagli alberi in autunno per poi sparire. Alla fine mi sono anche immaginato, in una fantastica assenza, il personale portarmi in trionfo fino all'entrata dell'ospedale. Mi piace pensarla cosi', come un grande successo (ogni tanto fa bene sognare no?). Ovviamente l'assenza finisce con me che vengo buttato in una pozzanghera, e un bus che passa e mi finisce di inondare di fango, mentre fuori scoppia il diluvio (altrimenti che puntata di scrubs e'?!?). Scherzi a parte, vedro' prima di partire se dovro' regalare alla piccola una cerniera o un po' di mastice per il suo primo comple-mese!!! Gli autunni passano in fretta, uno era iniziato in modo speciale l'anno scorso, e un anno dopo, lo stesso giorno, sono riuscito a provare un'altra emozione speciale. Spero di potermene ricordare molti altri di autunni cosi...
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