mercoledì 16 settembre 2009
XLII CONGRESO NACIONAL DE CIRUGIA PEDIATRICA
L’ingresso nel poliforum mi aveva caricato a molla, soprattutto nel leggere lo striscione all’entrata e nell’immaginarmi cosa avrei potuto trovare all’interno. La struttura era enorme, capace di ospitare in contemporanea almeno 4 congressi diversi. All’entrata i banchetti per la registrazione, con la consegna di badge e borsetta di Benvenuto . Io, per non pagare il costo piuttosto elevato, non sono iscritto, e non ho diritto a tutto questo. Magari a fine evento qualcosa riusciro’ a portarlo a casa…Saliamo al piano del congresso. Diversi stand decorano la zona astante alla grande sala. Ci sono i classici stand di materiale medico, ottiche per chirurgia laparoscopica, strumenti professionali come fili di sutura o altro. C’e’ l’area sponsor, con la nestle’ e le sue hostess che dispensano nescafe’ a raffica. Nell’altra meta’ della sala, decine di poster appesi, con i lavori dei chirurghi pediatri di diversi ospedali, alcuni molto interessanti. Ci sono alcuni chirurghi conosciuti la sera prima, alcuni con gli occhi rossi per il sonno (o per la troppa tequila? Mah…), mi salutano calorosamente come fossi un Vecchio amico. Entriamo nella grande sala: ci saranno stati piu’ di 600 chirurghi pediatri seduti in quelle sedie, tutti con gli auricolari per escoltare la conferenza magistrale sulla Malattia di Hirschsprung, che vede come ospiti professori internazionali, tra cui Georgeson (l’uomo Della mia tesi), e il famoso chirurgo pediatra mexicano Luis De La Torre Mondragon. Qui in messico l’inglese e’ un proforma, persino nella ricerca scientifica i Medici si fanno tradurre gli articoli, e ovviamente al congresso tutti con le cuffie ad ascoltare la traduzione. Felice di non necessitare delle cuffie, mi siedo con Manuel e Rafael e mi perdo nell’ascolto di questi fenomeni della specialita’, nei loro consigli, nelle nuove frontiere sulla malattia. Si parla molto di argomenti che mi suonano familiari, mi sembra di sentire la mia tesi di laurea parlare. E ogni tanto la mia mente viaggia, cercando di capire perche’ i professoroni sui cui lavori ho studiato per mesi non corrispondevano all’idea che mi ero fatto. Sembrano molto informali, molto confidenziali, molto chiari nell’esposizione. Ricevono domande dalla platea, rispondono senza alcuna esitazione e con perfetta padronanza della materia. Si conclude la mattinata e c’e’ la pausa pranzo. Faccio la fila come se niente fosse, su indicazione di Rafael, e senza alcun problema mi danno da mangiare un tramezzino accompagnato da una mela, 3 forchettate di pasta alla maionese (chissa’ perche’ alla maionese…) e una lattina di coca cola. Si mangia, si chiacchiera con altri chirurghi presentati da Aguilar. Mi presenta il primario del Niño Pueblano, sara’ felice di vedermi attivo nel suo ospedale dopo il congresso. Riprende il congresso, con l’esposizione di alcuni lavori preparati in diversi ospedali. Uno a uno si susseguono sul palco giovani chirurghi, e alcuni specializzandi, presentando i loro lavori e le loro ricerche, con un filo di emozione. Sembra di vedere una seduta di tesi di laurea, e mi viene per un attimo in mente il giorno della mia laurea. Eppure, stranamente, non mi sentivo agitato come questi chirurghi si sentivano ora nell’esporre davanti alla platea. Si sentono esporre Studio interessanti, degni di approfondimenti, e casi clinici decisamente fuori dal comune (quello che piu’ mi ha colpito e’ quello di una bimba di pochi giorni di vita, trattata come stenosi Pilarica precoce, con una clinica corrispondente al dettaglio, e una volta operata risultata portatrice di volvolo spontaneo di colecisti con necrosi asettica della stessa). E’ stato in quel momento, dopo quasi 2 mesi, che ho realizzato di non essere piu’ uno studente, ma un medico chirurgo, e che da ora in avanti per studiare e continuare ad imparare dovro’ fare da solo, con i libri, con il lavoro, e con l’esperienza di altri colleghi nel mondo. Termina l’esposizione dei casi clinici, tempo per una pausa caffe’ durante la quale consultare i poster, e poi nuovamente in platea, per l’ultima parte della giornata, in cui 2 ospiti internazionali raccontano la loro storia e danno consigli su diversi aspetti. Dapprima un professore finlandese, con la sua esperienza riguardo al follow up a Lungo termine del trattamento delle atresie esofagee. Una casistica lunga una vita, con numeri importanti riguardo i problemi che, a Lungo termine, colpiscono gli operati da piccoli. Mi viene in mente una ragazzina curata per atresia esofagea da neonata, e tornata al Buzzi non molto tempo fa, dopo 14 anni, con tutte le complicanze che avevo appena sentito, e al tempo stesso la riflessione che, in questo mestiere, e’ importante valutare oggi chi e’ stato operato 20 anni fa. Purtroppo gli effetti benefici della chirurgia pediatrica si conoscono solo nell’inmediato, ed e’ mia intenzione, se davvero riusciro’ a perseguire questa strada, premurarmi di scegliere atentamente il trattamento migliore per i miei piccoli assistiti. Il secondo professore, americano, parla di pseudo-ostruzione intestinale e dell’importanza di saperla distinguere, trattare e soprattutto nel riconoscere i limiti del chirurgo. Tutto questo mi affascina, soprattutto l’idea che si vuole trasmettere: non si e’ onnipotenti solo perche’ chirurghi! Alcuni, ahime’, se lo dimenticano gia’ quando studiano medicina… Si conclude la giornata di congresso, giusto il tempo di salutare e andarsi a preparare per la serata. E’ in questa occasione che Rafael mi presenta De La Torre. Immaginavo di imbattermi in uno di quei professoroni che appena ti stringe la mano, e poi gira lo sguardo quasi infastidito. Invece e’ molto felice di conoscermi, mi da il Benvenuto al congresso e in messico, e mi invita a ritrovarlo la sera per una tequila insieme durante la cena. Mi viene da sorridere pensando ai professoroni che abbiamo in Italia, che si crogiuolano dietro a titoli conseguiti spesso per corrente politica che non per capacita’ o merito, e che ti guardano dall’alto in basso. Qui i professori sono anche giovani, alcuni appena quarantenni. Si distinguono dagli altri solo perche’ Professor cel’hanno scritto sul badge…tutto un altro mondo…
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