giovedì 24 settembre 2009

VADO AL MASSIMO, A CITTA' DEL MESSICO...

Il blasco diceva anche "vado a gonfie vele". Io stamattina le vele potevo gonfiarle, e pensavo al massimo di andare in un bagno qualunque in Messico. Il buon Montezuma, dopo avermi cantato la ninna nanna, mi ha dato anche la sveglia e servito la prima colazione. Per fortuna la dottoressa Gutierrez in ospedale aveva il loperamide, altrimenti adios viaje! Gli accordi con la vice-direttrice erano di trovarci in ospedale alle 9 e partire in auto verso la capitale. Avendo dormito col cesso di Rafa, stamattina sono andato con lui in ospedale, e dalle 7 alle 9 ho avuto solo visioni mistiche. Al suo arrivo la dottoressa stava per annullare tutto, quando le ho detto che stavo meglio e che sarei andato. E' stato il momento di salutare tutti (in condizioni oscene), e con un nodo alla gola abbracciare Rafa e ringraziarlo per tutto quel che ha fatto per me in questo mese. Con Ely siamo scesi nel parcheggio, e ad aspettarci a bordo di una nuovissima fiammante Mazda X-C9 (20gg di vita), Armando, uno dei suoi tanti nipoti. La dottoressa ha 9 tra fratelli e sorelle, e' sposata e non ha figli, e adora i nipoti. Ovviamente, a giudicare dall'auto, mi ha dato subito l'impressione di essere una che non ha problemi economici. E infatti parlando e' venuto fuori che hanno un sacco di case, anche nella capitale e ad Acapulco, gestiscono diverse societa'...insomma, se la passano bene. Tuttavia sono rimasto colpito dalla sua disponibilita' e generosita', stupore che a fine serata e' cresciuto ancor di piu'. Durante il viaggio di andata ci siamo tuffati nel verdissimo paesaggio messicano, viaggiando tra i 2 vulcani. 1 ora di autostrada per arrivare ad un grande casello: benvenuti a citta' del Messico! Dalle alture, avvicinandoci alla citta', sono rimasto subito colpito dalla grandezza della citta', della quale era impossibile vedere la fine, con case distribuite ovunque, una ammassata all'altra. E Armando mi dice che non e' tutta quella che vedo, ma solo una parte...del resto per farci stare 25 milioni di persone (e' la citta' piu' popolata del mondo) c'e' bisogno di spazio! Pero' si respira l'aria della capitale, della citta' urbanizzata: saltano subito all'occhio i tram e il metro' (che qui ha quasi 20 linee), e i numerosi ponti che duplicano le strade principali. Del resto vivere in cosi' tanti qualche disagio lo crea, e se pensate che il traffico di Milano sia asfissiante, vi invito ad un pomeriggio di follia a citta' del Messico: se non viene l'esaurimento nervoso qui non puo' venirvi per niente al mondo...



Comunque l'impressione che mi ha fatto e' di una citta' ben tenuta, che ha molto da offrire, e non la benche'minima traccia di delinquenza o malessere, quasi a sgretolare subito le leggende metropolitane che la vedono come citta' di delinquenti, anche con famiglia (stessa leggenda sui napoletani, gente invece civile e ospitale). Siamo arrivati all'ospedale infantile, definito da tutti la cattedrale della chirurgia pediatrica. Armando ci ha aspettato passeggiando fuori, noi, indossati i camici, siamo entrati e siamo andati dal suo amico, il professore responsabile della didattica. Ci siamo riconosciuti subito, tutti e 2 presenti nel Ranch di Leon, tra birra, tequila e chirurghi ubriachi (dettagli non specificati nella circostanza). Qualche chiacchiera, poi l'invito a raggiungere un chirurgo per visitare l'ospedale e vedere l'attivita' di chirurgia pediatrica. Scendiamo in ambulatorio e incontriamo il dottor Roberto, specialista nel trattamento di MAR e patologia colon rettale. Ci porta a spasso per i reparti, e mi spiega qualcosa sulle patologie e sulle frequenze: operano un'atresia delle vie biliari alla settimana, hanno malformazioni ano-rettali in programma come routine (quella che per noi italiani e' la circoncisione e l'orchidopessia), diversi tumori, trapianti di rene e fegato, estrofia della cloaca a quantita' impressionanti. Ricoverata c'e' una bimba con Hirschsprung: rimango sotto shock quando mi dice che e' stata operata 15 volte, e l'ultimo e' durato 36 ore...PRONTO??? Roba da fantascienza. Mi mostra poi l'area degli specializzandi: qui gia'dal primo anno operano, hanno autorita' come medici, possono firmare, operare, dare terapie, e sono a capo degli specializzandi di pediatria. Operano un sacco, e vengono istruiti a dovere. Sentendo tutto questo mi e' venuta la depressione a pensare che la cosa piu' eccitante che potrei fare in Italia sarebbe una cartella clinica (cosa che peraltro gia' faccio...). Incontro poi il dott. Lezama, quello del congresso che mi aveva invitato. Era dispiaciuto del mio non essere andato, pero' ha accettato la mia promessa a organizzarmi per tornare, e mi ha lasciato la mail per tenerci in contatto. E' un guru dell'oncologia in chirurgia pediatrica, sara' bello tenere un contatto del genere. Terminato il giro in ospedale con l'invito a tornare da specializzando, prima di uscire ho potuto ammirare un'opera di Diego Rivera, i bambini che giocano alla Pignatta, presente in originale nell'Auditorium dell'ospedale.



Nell'auditorium si stava svolgendo una lezione di cultura generale per i medici: un uomo barbuto, con occhiali e l'aria da prof di storia, parlava a diversi medici della Francia e della sua storia...molto interessante, e riflessivo vedere quanto ci tengano qui a formare un medico in tutti gli aspetti della cultura. E poi si dice che noi Italiani siamo avanti: penso, oggi ancor di piu', che siamo piccoli, cosi come il nostro stivale e' un puntino in mezzo al mappamondo...
Usciti dall'ospedale e ripescato Armando tra le bancarelle antestanti all'ospedale, siamo stati raggiunti da Fernando, specializzando in oculistica e figlio di una amica della dottoressa, e siamo andati in giro per la citta'. Purtroppo il centro era irraggiungibile in auto dato il traffico, pero' ho potuto ammirare lo stadio Atzeca (una roba immensa), le stradone a 4 corsie strapiene di auto, il quartiere di Coyacan. E' qui che ci siamo fermati, e a mia sorpresa siamo andati a visitare la casa Azul (cosa che fara' moooolto piacere alla mia dolce meta')...



Terminata la visita alla Casa che fu di Frida Khalo e Diego Rivera, siamo andati in un altro museo, la casa che fu di Dolores Olmedo, dove sono custodite molte opere di Frida e Diego, nonche' pochi esemplari di un cane messicano in via di estinzione , pavoni reali che viaggiano liberi nell'immenso giardino(mai visto uno da cosi' vicino prima!), e un sacco di splendide opere Maya, appartenute alla Olmedo, morta meno di 6 anni fa...



Concluse le visite al museo abbiamo passato 2 ore in auto per ritornare in ospedale. Quando ho chiesto se avevamo visto buona parte della citta', Fernando si e' messo a ridere, dicendomi che avevamo appena visto una piccola parte del sud della citta'...E' veramente qualcosa di immenso, e inimmaginabile. Dovro' tornarci per scoprire altri dettagli su cose interessanti, come la plaza de toro piu' grande del mondo, la piazza del centro piu' estesa del mondo, il quartiere dove vivono le gondole come a venezia...Salutato Fernando siamo tornati a Puebla. Nel viaggio in auto tante risate: mi sono sfogato su quanto accaduto in casa, facendo ridere i miei compagni di viaggio, che al tempo stesso si sono dimostrati molto disponibili. "Dovevi venire da noi, abbiamo case grandi, avresti uno spazio per te, per la tua ragazza...Andiamo in giro, ti portiamo a Veracruz, visitiamo Acapulco dove Armando ha un hotel, torni qui a Citta' del Messico e ti diamo la casa. Devi solo pagarti il volo, poi ti sistemiamo noi!". Mi piacerebbe approfittare di tutto questo, tornare a vedere quel che mi sono perso, e dare la possibilita' anche a mamma e papa', che non hanno mai visto niente fuori dall'Italia, di venire qui a scoprire un altro mondo, tanto lontano quanto vicino al nostro. Rientrati in Puebla alle 9 di sera mi hanno portato a visitare le loro case: giusto il tempo per 2 palloncini alla figlia di Armando, la conoscenza di Carmen (che verra' in estate a Milano) e suo fratello, visita alla casa della dottoressa che mi ha fatto un regalo stupendo, e poi cena in un ristorante tipico messicano a base di carne, scelta da un tagliere e cucinata di fianco al tavolo...Mi ha messo in imbarazzo quando ha pagato anche per me, dicendomi di non preoccuparmi e che era un piacere. So che non ha problemi economici, ma e' stato un bel gesto, sentito e generoso, che ho apprezzato. Peccato averli conosciuti solo adesso...Quest'ultima serata a Puebla e' stata decisamente bella, e si e' conclusa, accompagnandomi a casa, con un fortissimo abbraccio della dottoressa, uno di quelli in cui senti il calore e l'affetto, e l'invito a tornare e portare i miei cari. Un abbraccio anche ad Armando, che pero' rivedro' domani: si e'offerto di portarmi all'aereoporto, facendomi risparmiare i soldi del taxi, che potro' utilizzare per mangiare a destinazione. Dentro casa invece la solita solfa, consolle e occhi allucinati. Per fortuna quesi giorni son volati, anche perche' in casa ci ho passato meno di 2 ore. Ho approfittato per farmi la valigia, mezza pronta. Continuero' domattina, pronto per 4 giorni di relax...

2 commenti:

  1. cioè fammi capire.....SEI ANDATO A VEDERE LA CASA AZUL SENZA DI ME????????????????????????????????????????????????

    ti lascio.

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  2. mi lasci per un tossicomane che non fa niente tutto il giorno e non trova le motivazioni per andare avanti? Cara ti amo, mi sento confusa... :D
    In quellacasa mi ci sono ritrovato senza sapere che mi ci avrebbero portato! Per farmi perdonare ti ho preso anche un galarino...e cmq stai tranquilla, ti ci porto!!!

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