giovedì 24 settembre 2009

L'ULTIMA CENA

La giornata di Mercoledi' e' stata l'ultima in ospedale. La mattinata e' stata molto tranquilla, con qualche visita di controllo ai bimbi operati, programmazione di un intervento per il Giovedi', e ambulatorio. La nottata in bianco non sembrava minimamente influire sulla lucidita', forse legato piu' all'emozione dell'ultimo giorno. Osservavo Rafa mentre parlava con i genitori dei bimbi, e mi son venute in mente molte occasioni in cui l'ha fatto in questo mese: mi lascia un buon ricordo e un buon insegnamento, non solo di tecnica chirurgica ma di grande umanita'. E' empatico, paziente e premuroso, nonche' molto disponibile. Una volta mi disse che un buon medico sa il giusto di medicina e non si dimentica di essere umano. Parole sagge, vere e perfettamente condivise. C'e' stato, nel corso della mattinata, anche l'incontro con i genitori della piccola per la quale la commissione ha deciso la dimissione. Sono entrambi molto giovani, la mamma poco piu' che ventenne e psicologicamente distrutta. Il padre molto piu' deciso, sicuro, quasi distaccato dal problema. Ci sono voluti 30 minuti di continue domande evasive (e il rifiuto a operare la piccina per la gastrostomia, trattamento quantomeno palliativo), prima che la dottoressa Janine, in maniera molto diretta, all'ennesima osservazione del papa' sulle aspettative di vita della piccina ha risposto "qui non si tratta di aspettative di vita, ma di decidere se volete che vostra figlia muoia qui, in un freddo reparto, da sola, oppure tra le vostre braccia a casa, nel calore della famiglia!". Mentre diceva quella frase aveva gli occhi lucidi, provata dalla situazione, come tutti i medici del comitato. Non e' facile trovarsi davanti a situazioni del genere, ne' come genitore, ne' tantomeno come medici. Rafa ha dimostrato ancora una volta grande umanita' con i suoi gesti, le sue parole emozionate e la sua grande disponibilita', che portero' sempre tra i miei ricordi. Lasciare quella stanza e' stato come uscire da uno stato di apnea prolungato. Terminata la consulta ho comprato una torta e una bibita, che ho offerto a tutto il personale conosciuto in questo mese. In ospedale sono stato proprio bene, e tutti speravano che rimanessi un po' di piu'. Sarei potuto rimanere un altro giorno, ma domani saro' a Citta' del Messico: la vicedirettrice dell'ospedale, conosciuta bene solo lunedi', mi ha invitato ad andare con lei nella capitale per visitare l'ospedale infantile, ottimo posto per la chirurgia pediatrica, e fare un giro per la citta'. Stavolta il treno non lo perdo....
Usciti dall'ospedale Rafa mi ha portato a casa, giusto il tempo di una doccia, prendere un cambio per domani, e ripartire verso casa sua. Mentre mi preparavo e' andato a prendere Lupita, la sua bimba di 6 anni. Durante il viaggio in auto mi sono divertito un sacco con la piccina, decisamente adorabile. E lui le vuole un bene incredibile...Arrivati a casa ho potuto sfoggiare per la piccola Lupita le mie doti da payaso: sculture di palloncini, micromagia, per la sua felicita' e quella del suo papa'. E non ho potuto resistere, nel vederlo sorridere indossando il mio naso rosso, dal regalarglielo insieme ai miei trucchi: e' rimasto molto contento ed emozionato. Spero ne possa fare buon uso al Niño Poblano, tra una visita e l'altra.



Riportata a casa Lupita ho iniziato a preparare la cena: per salutarmi Rafa ha organizzato in casa sua una serata con i suoi amici piu' cari, chiedendomi di preparare qualcosa di Italiano. C'erano Miguel e Alejandro, entrambi accompagnati dalle dolci meta', piu' la ragazza di Rafa, l'infermiera della sala parto. Ho cucinato per circa 3 ore, dalle 6 del pomeriggio, e le portate servite sono state: antipasto con bruschette all'italiana e melanzane arrostite, pasta alla norma, zucchine ripiene, insalata di pomodori e ananas in fette accompagnato da una crema di mascarpone(volevo fargli la torta, ma non ho trovato i savoiardi!!!). Cucinare tutto quel tempo, con solo 2 ore scarse di sonno, mi ha disintegrato la schiena, che non mi sentivo piu' dal dolore. Hanno apprezzato tutto, e il buon Rafa si e' letteralmente divorato le zucchine ripiene, servite quando gia' tutti stavano scoppiando.



Tra una portata e l'altra ho intrattenuto il pubblico con qualche trucco di micromagia e qualche scultura di palloncini, che anche agli adulti fanno piacere. Per concludere ho concesso la rivincita a scacchi a Miguel e Rafa: il primo e' stato nuovamente sconfitto, mentre Rafa e' riuscito a battermi, complice l'ora era mezzanotte passata) e i crampi addominali che mi impedivano anche di respirare. Alla fine il bollettino resta di 3:1 per l'italia degli scacchi, per la gioia dei tifosi. E' stata proprio una bella serata, conclusasi con abbracci, scambi di mail e promesse di rivedersi presto, qui o in Italia. Salutati tutti, l'unico desiderio era quello di dormire, desiderio disintegrato dal buon Montezuma, che ha deciso di partecipare anche lui alla cena per salutarmi prima della partenza (che je possino...)

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