venerdì 11 settembre 2009

PER NON DIMENTICARE CHI E' STATO GIA' DIMENTICATO...

Oggi tutto il mondo ricorda la strage delle torri gemelle, evento decisamente sconvolgente ma altrettanto mediatico (forse perche' a subire e' stata l'onnipotente america?). Ricordo ancora quel giorno: avevo comprato la TV nuova e con papa' stavamo tornando a casa per montarla. Mentre scaricavamo l'auto la notizia che mi sconvolse di piu' fu quella della morte in Sicilia di Giovanni, poco piu' che 20 enne, improvvisa, inaspettata, inspiegabile. Quando la mente umana vuole rifiutarsi di accettare qualcosa, si impegna in altre attivita'. Cosi' con papa' montammo il TV nuovo, un Sony Trinitron 32 pollici. E le prime immagini apparse furono quelle di un aereo che si schiantava su una delle 2 torri. "che razza di nuova americanata si sono studiati a Hollywood?" pensai nella mia testa. Realizzai poco dopo che non era un film, eppure nella mia testa riusciva a creare piu' tormento l'altra notizia... Di questa tragedia si e' parlato in maniera continua, annualmente. Ricordo addirittura eventi sportivi modificati, come il gran premio di Monza che si corse con i musetti delle Ferrari a lutto, completamente neri. Anche oggi, giorno di quella ricorrenza, tutti ne parlano di continuo. Eppure una persona a me molto cara, una persona che stimo tantissimo, e' riuscita a farmi porre l'attenzione su un'altra tragedia, della quale nessuno parla piu'... Sono rimasto colpito da cio' che ha scritto, al punto di volerlo condividere con chi legge questo blog. Non e' farina del mio sacco, ma mi trova in perfetta sintonia:

"Ed eccoci qui, al fatidico 11 settembre che tutti gli anni ciclicamente ci ripropone le immagini di quella che è stata definita la più grande strage degli ultimi anni. Molto bene, dico io.

Circa 3000 persone hanno perso la vita. 3000 vite che potevano, dovevano essere risparmiate ma che, sempre nel nome di un fantomatico dio, sono state sacrificate sull'altare dell'umana idiozia. No questa volta non farò un discorso antireligioso.

Quello che più di tutto mi ha stimolato un rigetto fisico e psicologico, questa mattina, è entrare nel "ricettacolo dei luoghi comuni" per eccellenza, nel più sordido luogo virtuale di tutti i tempi dove la grammatica è un'opinione e le "K" che sostituiscono il "CH" si sprecano...siore e siori MIIIIIIISTEEEEER FACEBOOOOOOK!
Ok, tralasciamo per COERENZA e BUON SENSO commenti sul più famoso social network perchè io stessa medesima sono iscritta.
Ad ogni modo...non c'è niente di più utile di FB per scrutare l'animo e le più penose elucubrazioni dell'uomo medio italiano. C'è quello che si iscrive al gruppo di "affondiamo i barconi e lasciamo affogare i clandestini", c'è chi si iscrive a "..io che farei educare i miei figli a Berlusconi"..."scusa ma t kiamo amore"...
Beh, stamattina proliferavano i gruppi inneggianti al ricordo dell'11 settembre, lo slogan che va per la maggiore è essenzialmente "per non dimenticare"

per non dimenticare

Già, per non dimenticare!
Ma degli 800 mila morti in Rwanda nel 1994 ce ne siamo dimenticati, non è vero? E non è che siano stati uccisi meno barbaramente, anzi.

Questa è l'ennesima dimostrazione di quanto:
1) la coscienza civile e mondiale sia assolutamente plasmata dai fenomeni mediatici
2) di conseguenza...la gravità di una barbarie è direttamente proporzionale a quanto se ne parla
3) ma la dimostrazione più triste, cinica e crudele e che va contro la matematica stessa è che:
800.000x < 3000y
dove x DOVREBBE ESSERE uguale a y ma ciò che le rende incredibilmente diverse è il colore della pelle e il PIL del paese di appartenenza"



Nella vita esistono diverse tragedie, forse troppe da commemorare e ricordare: da quella personale della perdita prematura di un amico, un genitore, un figlio, a quelle meno personali ma piu' sconvolgenti perche' coinvolgono piu' persone, come le vittime di un terremoto, un attentato terroristico che uccide 3000 americani senza colpe, un genocidio di massa che stronca la vita ad 800.000 persone, l'esplosione di una scuola messicana 3 mesi fa che ha ucciso 800 bambini, per la quale ancora oggi i messicani gridano giustizia, con fiori, candele e cartelli su una fontana del centro di Puebla (ma di questa forse non ne ha parlato nessuno). Se non vogliamo dimenticare, proviamo a regalare a tutti, finche' in vita, la stessa importanza e la stessa dignita'. In fin dei conti, davanti alla morte, comunque arrivi o si manifesti, nessuno e' piu' importante di un altro...

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