mercoledì 16 settembre 2009

LA CITTA’ DI LEON

Gia’ dal nostro arrivo ieri notte, seppur con la pioggia e l’oscurita’, la citta’ di Leon mi aveva dato l’impressione di essere diversa da Puebla. Una citta’ molto piu’ organizzata, molto piu’ urbanizzata e tecnologicizzata. Sulla via principale numerosi alberghi turistici, cartelli pubblicitari di eventi mondani, fermate del metrobús, un autobús con corsia preferenziale con tanto di fermate rialzate simili a quelle del metro’. Agli angoli delle strade non prostitute ma Mariachis, uomini vestiti di Nero con i loro strumenti musicali in attesa che qualcuno, nel cuore della notte, li assuma per pochi pesos per andare sotto la finestra della propria amata, e dedicarle una serenata. Dopo la giornata di congresso, e ancora inebriato dalla felice notizia, siamo andati in centro a passeggiare. Leon e’ famosa in tutto il messico per essere la citta’ dove si lavora la pelle. Nella zona del centro, numerose vie con negozi pieni di borse, giacche e Scarpe, cappelli e stivali (come quelli che piacciono a santrino) tutti rigorosamente in vera pelle, lavorati a mano. Nelle vie caratteristiche del centro e’ facile imbattersi in artigiani che confezionano giacche su misura, e il tutto a prezzi decisamente stracciati. Purtroppo il giorno e l’ora, unitamente al periodo pre-festivo, ci hanno fatto trovare il centro semideserto, e i negozi quasi totalmente chiusi. Comunque un’idea siamo riusciti a farcela. Ovviamente anche in questo caso pero’, non ci e’ voluto molto per tornare alla realta’ mexicana, o ancor di piu’ alla realta’ dei paesi poveri. Cause di forza Maggiore (in particolare l’impossibilita’ nella lunga via principale di fare inversione o svoltare a sinistra) ci hanno portato ad allungare il nostro giro, e a spostarci fuori dal centro. Lo spettacolo era il medesimo, se non peggiore, di quello gia’visto nella periferia di Puebla. Strade completamente dissestate o alquanto inesistenti, con autobús pericolanti ad intraprenderli, mura di case diroccate. E’ strano pero’ riuscire a comprendere come possano coesistere, nel 2009, aree disastrate come queste che ricevono la connessione wi-fi, o il segnale satellitare…Paradossi del nostro millennio…

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