venerdì 4 settembre 2009

EPPURE VIVE...

…ogni giorno una nuova vita, che si presenta nell’ospedale…
…tra questa gente, la voglia di sentirsi occidentali…
…in questo mondo, una grande dignita’, ancor piu’ evidente in chi si umilia in lavori poco ortodossi, sotto gli occhi di chi ti guarda quasi schifato…
…il bisogno di guadagnarsi la pagnotta, che porta gli autisti a guidare in maniera folle pur di arrivare prima dei colleghi e raccogliere 5 pesos in piu’ sul loro bus.
…il contrasto tra il centro della citta’ e la sua vita notturna, e la periferia con la sua poverta’.
…il bisogno di divertirsi, che porta genitori a recuperare i figli alle 4 del mattino avanti ai local del centro.
…l’alcolismo giovanile, incentivato dai local che vendono ai tavoli non una Corona, ma una cassa da 20 di Corona da mezzo litro (alla modica cifra di 400 pesos, 20 euro) accompagnata da una bottiglia di tequila, anche se al tavolo sono solo in 3.
…il mito dell’Italia, con la sua pizza, la sua pasta e i suoi amanti, ancor piu’ osannata del mito a stelle e strisce.
...il mio colon, alla faccia di Montezuma.
…l’animo festoso di un popolo, che viaggia in autobus ascoltando musica latino americana e attende la mezzanotte per ballare la salsa sunata dal vivo, in un posto colorato da palloncini e bracciali fosforescenti.
…la voglia di confrontarsi, senza nascondersi dietro ad un titolo, ma mettendosi in gioco davanti ai colleghi di un intero ospedale, nella discussione di un caso clinico
…il bisogno di distinguersi ed uniformarsi, con studenti di elementari, medie e universitari che sfoggiano divise di categoria.
…l’incoscienza di un popolo che, pur dovendo affrontare un urgenza sanitaria (H1N1), lascia che i profesionisti del settore viaggino col camice, a contatto con pazienti infetti, su autobús e in mezzo alle strade
…nelle notti pueblane, anche chi nella realta’ non vive piu’, dimostrazione che qui siamo in un altro mondo…

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